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	<title>robertoferrucci.com &#187; cosa cambia</title>
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	<description>il taccuino di uno scrittore</description>
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		<title>Impassibili e maledette, oggi alla Libreria Marco Polo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 08:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
				<category><![CDATA[cosa cambia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 14 luglio 2010, dalle 18:00 alle 20:00, Libreria Marco Polo, Salizada San Lio , Venezia Mercoledì 14 luglio, dalle 18 alle 20, presso la libreria Marco Polo, in Salizada San Lio a Venezia, Roberto Ferrucci incontrerà i suoi lettori, gli amici, e firmerà le copie di &#8220;Impassibili e maledette&#8221; (Limina Edizioni), il suo ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 14 luglio 2010,<br />
dalle 18:00 alle 20:00,<br />
Libreria Marco Polo,<br />
Salizada San Lio ,<br />
Venezia</p>
<p>Mercoledì 14 luglio, dalle 18 alle 20, presso la libreria Marco Polo, in Salizada San Lio a Venezia, Roberto Ferrucci incontrerà i suoi lettori, gli amici, e firmerà le copie di &#8220;Impassibili e maledette&#8221; (Limina Edizioni), il suo ultimo libro.<br />
Un libro che parte dalla figura di un calciatore, Andrea Pirlo, e che poi vaga nei meandri dell&#8217;immaginario. Non solo un libro sul calcio, dunque, ma uno sguardo sull&#8217;oggi. Su un&#8217;epoca dalle passioni effimere e appariscenti.</p>
<p>Ai partecipanti, verrà regalata, una riproduzione autografa della copertina, disegnata dall&#8217;autore. Al termine, brindisi offerto dalla Libreria Marco Polo.</p>
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		<title>Impassibili e maledette, in libreria</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 12:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal comunicato stampa della casa editrice Limina. È in arrivo in tutte le librerie Impassibili e maledette. Le invenzioni di Andrea Pirlo. Il libro nato dalla brillantissima penna di Roberto Ferrucci, ed edito da Limina. Più che una biografia sul fuoriclasse del Milan e della Nazionale campione del mondo, si tratta di un atto d&#8217;amore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal comunicato stampa della casa editrice Limina.</p>
<p><a href="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/p_1021_628_B51B4AF6-73C7-40B6-AC41-597A9DBE8DE6.jpeg"><img class="alignnone size-full" src="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/p_1021_628_B51B4AF6-73C7-40B6-AC41-597A9DBE8DE6.jpeg" alt="" /></a></p>
<p>È in arrivo in tutte le librerie <em>Impassibili e maledette. Le invenzioni di Andrea Pirlo</em>. Il libro nato dalla brillantissima penna di Roberto Ferrucci, ed edito da Limina.<br />
Più che una biografia sul fuoriclasse del Milan e della Nazionale campione del mondo, si tratta di un atto d&#8217;amore verso l&#8217;estetica del calcio e uno dei suoi interpreti più puri.<br />
Silenzioso, discreto, fedele. Genio e regolatezza. Mai sopra le righe, Andrea Pirlo è un campione atipico, lontano dagli eccessi e dalla mondanità che caratterizzano la vita di gran parte dei suoi colleghi. Di lui Marcello Lippi ha detto: «Pirlo è un leader silenzioso: parla coi piedi». Perché Andrea Pirlo è un leader vero, ha il carisma e la sicurezza del campione e classe da vendere. E da vero leader non ha bisogno di ostentarle. Andrea Pirlo è un architetto, più che un artista. Uno di quegli architetti precisi ed essenziali, le cui opere sono talmente perfette, talmente coerenti al paesaggio, da passare quasi inosservate. Di uno come Pirlo ci si accorge soprattutto quando non c’è, quando non gioca. Perché lui è fondamentale anche quando è fuori forma. Una sfortunata realtà, di cui si è dovuto accorgere anche Marcello Lippi, nell&#8217;infausto giorno dell&#8217;eliminazione degli azzurri contro la Slovacchia al mondiale sudafricano. Quando Andrea, seppur reduce da un infortunio, in mezz&#8217;ora di calcio vibrante, ha saputo rianimare il gioco di una Nazionale morente. Riaccendendo le speranze di un intero Paese, con quel suo calcio degno di un “Brunelleschi”, fatto più di geometrie che di pura fantasia.<br />
Così, tra le righe, Roberto Ferrucci ripercorre le tappe del proprio immaginario, alla ricerca della bellezza del calcio, quella nascosta dietro ad un mondo impazzito. Un viaggio messo assieme strato per strato, senza un ordine, in modo incongruo, incoerente.<br />
Perché l&#8217;immaginario è anarchico, come la passione.</p>
<p>L&#8217;autore<br />
Roberto Ferrucci è nato a Venezia nel 1960. Ha pubblicato i romanzi <em>Terra rossa</em> (Transeuropa, 1993) e <em>Cosa cambia</em> (Marsilio, 2007) e le raccolte di reportages <em>Giocando a pallone sull&#8217;acqua</em> (Marsilio, 1999) e <em>Andate e ritorni</em> (Amos edizioni, 2003). Vive a due passi dallo stadio più antico (e bello, insiste lui) d&#8217;Italia: il «Pierluigi Penzo» di Sant&#8217;Elena. Insegna scrittura creativa all&#8217;Università di Padova.</p>
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		<title>Corso Salani, regista</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 12:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo avrete notato. Faccio fatica a inserire qualunque altra cosa, su queste pagine, dopo avere scritto di Corso Salani. Vorrei davvero che tutti quelli che non hanno mai visto i suoi film, lo facessero. Non quelli dove lui faceva l&#8217;attore, ma i suoi da regista. Vi consiglio il suo da me più amato, <i>Gli occhi stanchi</i>. Lo trovate allegato al libro <i>Conversazioni. Il cinema nelle parole dei suoi autori</i>, di Giuseppe Gariazzo e pubblicato da Lineadaria (nella foto). Ordinatelo, guardate il film, e leggete le due interviste a Corso Salani. Vi accorgerete di trovarvi di fronte a un regista unico, per nulla italiano, inteso nel senso più scontato del termine. Continuerò a raccontare di Corso, in vari modi, perché è stato un maestro di un modo diverso di fare cinema. Un modo, credo, del tutto suo, irripetibile e perciò, appunto, unico e prezioso. Un cinema, quello di Corso Salani, che non si deve disperdere.</p>
<p><a href="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/p_344_250_20D8D1B2-4038-45D5-9410-2D9AF02A509E.jpeg"><img src="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/p_344_250_20D8D1B2-4038-45D5-9410-2D9AF02A509E.jpeg" alt="" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>Ciao Corso, amico mio</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 20:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Corso Salani, bravissimo regista prima che attore, è morto all’improvviso. Le agenzie lo ricordano soprattutto come protagonista di Il muro di gomma di Marco Risi, ma i pochi che hanno potuto vedere i suoi film, come Gli occhi stanchi o Occidente, sanno che ad averci lasciato è un regista raro e originale. Per quel che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Corso Salani, bravissimo regista prima che attore, è morto all’improvviso. Le agenzie lo ricordano soprattutto come protagonista di <i>Il muro di gomma</i> di Marco Risi, ma i pochi che hanno potuto vedere i suoi film, come <i>Gli occhi stanchi</i> o <i>Occidente</i>, sanno che ad averci lasciato è un regista raro e originale. Per quel che mi riguarda, se n&#8217;è andato un caro amico, che incontravo puntualmente, ogni anno, al Trieste Film Festival. Ci sentivamo spesso, come qualche giorno fa, quando mi chiese consigli per un libro che aveva pronto, un diario di lavoro e di viaggio di uno dei suoi ultimi film. Voglio ricordarlo con questa foto, scattata sul tram che da Opicina, nel gennaio scorso, ci riportava a Trieste. Stava per iniziare a girare un film, a Opicina, terra di confine, come di confine e sui confini erano i suoi film. Ciao Corso, amico mio.</p>
<p><a href="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/p_1024_768_6E3C4D99-8E36-4CDF-A17A-EB4BAE68A753.jpeg"><img src="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/p_1024_768_6E3C4D99-8E36-4CDF-A17A-EB4BAE68A753.jpeg" alt="" class="alignnone size-full" /></a></p>
<a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.robertoferrucci.com%2Fwordpress%2F2010%2F06%2F17%2Fciao-corso-amico-mio-2%2F&amp;t=Ciao%20Corso%2C%20amico%20mio" id="facebook_share_both_1327" style="font-size:11px; line-height:13px; font-family:'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; text-decoration:none; padding:2px 0 0 20px; height:16px; background:url(http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif) no-repeat top left;">Share on Facebook</a>
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		<title>Jesolo e la promozione turistica</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 13:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo mio articolo è uscito mercoledì 8 giugno sul Corriere del Veneto. Un&#8217;operazione pubblicitaria formidabile. Un record mondiale. Qual è la località balneare al mondo che non vorrebbe finire &#8211; e gratis &#8211; sulle pagine dei giornali di mezzo mondo? Ce ne sarebbero certo tante disposte a pagare fior di quattrini pur di ottenere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>Questo mio articolo è uscito mercoledì 8 giugno sul Corriere del Veneto.</i></p>
<p>Un&#8217;operazione pubblicitaria formidabile. Un record mondiale. Qual è la località balneare al mondo che non vorrebbe finire &#8211; e gratis &#8211; sulle pagine dei giornali di mezzo mondo? Ce ne sarebbero certo tante disposte a pagare fior di quattrini pur di ottenere un trafiletto a fondo pagina &#8211; che so &#8211; di qualche giornale austriaco, per esempio. Roba complicata, difficile. Ma in questo settore, il talento assoluto, la capacità da fuoriclasse spetta alla nostra spiaggia per eccellenza: Jesolo. Riesce ad arrivarci spesso, sui giornali, in un modo o nell&#8217;altro. Chissà se alle spalle di questi colpi di visibilità inaudita c&#8217;è un&#8217;équipe specializzata, se si tratta dell&#8217;esito del lavoro sopraffino di un sofisticatissimo comitato scientifico, oppure se è l&#8217;ennesimo colpo di genio del sindaco. Come promuovere al meglio l&#8217;afflusso turistico alla propria località, come incentivare le prenotazioni in un periodo di crisi che sta mettendo in ginocchio il turismo in tutta Europa? Semplicissimo: multando i turisti che comprino un oggetto contraffatto da un ambulante. Come la sanzione di mille euro (sì, 1000 euro!) che i solerti vigili urbani jesolani hanno inflitto a una pensionata austriaca. Non c&#8217;è dubbio. Mai modo migliore è stato inventato per pubblicizzare la propria località. Cosa può esserci di più efficace dell&#8217;immagine di una località che privilegi la legalità, il decoro, l&#8217;ordine e la disciplina? Certo, la sventurata &#8211; una pensionata che farà una fatica boia a racimolarli, i mille euro d&#8217;ammenda &#8211; tornata in Austria intesserà le lodi di una località così attenta alla tutela dei propri clienti. Le agenzie di viaggi di tutta Europa avranno liste d&#8217;attesa chilometriche di gente che non vedrà l&#8217;ora di poter dire di esserci stata pure lei, nella spiaggia dei vigili più integerrimi del mondo. Saranno organizzati tour speciali per poter assistere da vicino a queste &#8220;operazioni sicurezza&#8221; in spiaggia e per molti sarà come vivere un&#8217;esperienza dentro al set di un film d&#8217;azione. Il fatto poi che gli stessi albergatori jesolani contestino questo tipo di approccio alla legalità, consapevoli delle disastrose conseguenze a cui può portare, cosa volete che sia. Fra l&#8217;altro, si stanno adoperando per pagarla loro, la multa alla villeggiante. Ma c&#8217;è una coerenza, da parte della giunta jesolana. Le amministrazioni che soprattutto nel Veneto sono riuscite a farsi eleggere solo ed esclusivamente attraverso la demagogia della sicurezza, devono mantenere l&#8217;impegno, costi quel che costi. Anche se il costo, appunto, è quello di mettere a repentaglio l&#8217;afflusso turistico in una località. Anche se mille euro, e non soltanto per una pensionata, sono una cifra folle. Risultato? Vale la pena mettere a repentaglio la propria immagine nel mondo e il conseguente afflusso turistico per combattere (in un modo del tutto discutibile, per altro) la vendita di merci contraffatte? Evidentemente a Jesolo sono convinti di sì.</p>
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		<title>Quella pagina bianca, muta</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 17:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
				<category><![CDATA[cosa cambia]]></category>
		<category><![CDATA[bavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 11 giugno 2010 ho presentato a Parigi il romanzo Ça change quoi. L&#8217;incontro, una conversazione insieme alla scrittrice Dominique Manotti e la critica letteraria di Telerama, Martine Laval, si è svolto nel pomeriggio, alle 17, inserito nel programma del Festival letterario Paris en toutes lettres. Il giorno prima, il Senato della Repubblica del nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 11 giugno 2010 ho presentato a Parigi il romanzo <em>Ça change quoi</em>. L&#8217;incontro, una conversazione insieme alla scrittrice Dominique Manotti e la critica letteraria di Telerama, Martine Laval, si è svolto nel pomeriggio, alle 17, inserito nel programma del Festival letterario <em>Paris en toutes lettres</em>. Il giorno prima, il Senato della Repubblica del nostro paese ha votato la fiducia a une delle leggi più schifose che un governo dalle ormai sempre più poche parvenze democratiche potesse varare. In apertura dell&#8217;incontro, ho letto questo testo, scritto di getto, la mattina. Lo lascio in francese, intanto perché comunque credo si capisca, e poi perché ormai è davvero meglio rivolgersi agli altri paesi europei. Solo loro, ormai, possono salvarci dal collasso democratico. </p>
<p><strong>MESSAGE POUR PARIS EN TOUTES LETTRES</strong><br />
<img src="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/p_640_465_CBD23893-CD1B-4F60-B257-F70622E0306B-217x300.jpg" alt="" title="p_640_465_CBD23893-CD1B-4F60-B257-F70622E0306B.jpeg" width="217" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1307" /><em>Ce matin, quand j&#8217;ai vu la Une du quotidien La Repubblica, j&#8217;ai pleuré. Jamais dans ma vie, je n&#8217;avais imaginé de me trouver un jour face à ça. Jamais dans ma vie… et nous y sommes pourtant : la restriction des libertés en Italie est désormais pareille à celle d’un Etat totalitaire. La loi qui règlemente les écoutes téléphoniques est passée au Sénat. Ce qui reste de l’opposition – comme vous le savez sans doute, la véritable gauche n’est plus représentée au Parlement depuis 2008 – a quitté l’Hémicycle au moment du vote. La loi adoptée hier soir limite drastiquement le recours par la justice aux écoutes téléphoniques et interdit à la presse d’évoquer les enquêtes en cours. Le régime tourne une page avec violence et installe définitivement le contrôle autoritaire de nos libertés fondamentales. Je demande, et pas seulement en mon nom, aux amis écrivains français, aux éditeurs, aux lecteurs et à tous les Français qui ont à coeur de défendre la liberté de pensée et d’expression, de nous aider. La société civile italienne est aujourd’hui intoxiquée par le message que, depuis trente ans ou presque, les télévisions berlusconiennes (y compris celles du service public) instillent dans nos cerveaux. Et nous aussi, les intellectuels, nous avons toujours moins de force, comme désarmés. Nous sommes pointés du doigt comme des ennemis de l’Italie, et nous sommes toujours plus impuissants et résignés. Nous vous appelons à l’aide et, dans le même mouvement, nous vous invitons à la vigilance. L’Italie, c’est la porte à côté. Comme le soutient mon ami Antonio Tabucchi, ce qui se passe chez nous – le racisme, la mafia au pouvoir, la destruction lente et inexorable de droits, hier, sacro-saints –, pourrait très bien servir d’exemple ailleurs.<br />
Merci.</p>
<p>(trad. Thomas Lemahieu)<br />
</em></p>
<a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.robertoferrucci.com%2Fwordpress%2F2010%2F06%2F13%2Fquella-pagina-bianca-muta%2F&amp;t=Quella%20pagina%20bianca%2C%20muta" id="facebook_share_both_1313" style="font-size:11px; line-height:13px; font-family:'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; text-decoration:none; padding:2px 0 0 20px; height:16px; background:url(http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif) no-repeat top left;">Share on Facebook</a>
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	var button = document.getElementById('facebook_share_link_1313') || document.getElementById('facebook_share_icon_1313') || document.getElementById('facebook_share_both_1313') || document.getElementById('facebook_share_button_1313');
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		<title>Senza parole, imbavagliati</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 21:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
				<category><![CDATA[cosa cambia]]></category>

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		<description><![CDATA[Share on Facebook var button = document.getElementById('facebook_share_link_1308') &#124;&#124; document.getElementById('facebook_share_icon_1308') &#124;&#124; document.getElementById('facebook_share_both_1308') &#124;&#124; document.getElementById('facebook_share_button_1308'); if (button) { button.onclick = function(e) { var url = this.href.replace(/share\.php/, 'sharer.php'); window.open(url,'sharer','toolbar=0,status=0,width=626,height=436'); return false; } if (button.id === 'facebook_share_button_1308') { button.onmouseover = function(){ this.style.color='#fff'; this.style.borderColor = '#295582'; this.style.backgroundColor = '#3b5998'; } button.onmouseout = function(){ this.style.color = '#3b5998'; this.style.borderColor = '#d8dfea'; this.style.backgroundColor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/p_640_465_CBD23893-CD1B-4F60-B257-F70622E0306B.jpeg"><img src="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/p_640_465_CBD23893-CD1B-4F60-B257-F70622E0306B.jpeg" alt="" class="alignnone size-full" /></a></p>
<a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.robertoferrucci.com%2Fwordpress%2F2010%2F06%2F11%2Fno-comment%2F&amp;t=Senza%20parole%2C%20imbavagliati" id="facebook_share_both_1308" style="font-size:11px; line-height:13px; font-family:'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; text-decoration:none; padding:2px 0 0 20px; height:16px; background:url(http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif) no-repeat top left;">Share on Facebook</a>
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		<title>Terra rossa</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 11:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
				<category><![CDATA[cosa cambia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per Francesca Schiavone, nel giorno del compleanno di Björn Borg. Share on Facebook var button = document.getElementById('facebook_share_link_1304') &#124;&#124; document.getElementById('facebook_share_icon_1304') &#124;&#124; document.getElementById('facebook_share_both_1304') &#124;&#124; document.getElementById('facebook_share_button_1304'); if (button) { button.onclick = function(e) { var url = this.href.replace(/share\.php/, 'sharer.php'); window.open(url,'sharer','toolbar=0,status=0,width=626,height=436'); return false; } if (button.id === 'facebook_share_button_1304') { button.onmouseover = function(){ this.style.color='#fff'; this.style.borderColor = '#295582'; this.style.backgroundColor = '#3b5998'; } [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Francesca Schiavone, nel giorno del compleanno di Björn Borg.</p>
<p><a href="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/p_1024_768_86CE2BD6-716B-4B5D-9523-3DAD2E77576B.jpeg"><img src="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/p_1024_768_86CE2BD6-716B-4B5D-9523-3DAD2E77576B.jpeg" alt="" class="alignnone size-full" /></a></p>
<a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.robertoferrucci.com%2Fwordpress%2F2010%2F06%2F06%2Fterra-rossa%2F&amp;t=Terra%20rossa" id="facebook_share_both_1304" style="font-size:11px; line-height:13px; font-family:'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; text-decoration:none; padding:2px 0 0 20px; height:16px; background:url(http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif) no-repeat top left;">Share on Facebook</a>
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		<title>Accarezzare parole sull&#8217;iPad</title>
		<link>http://www.robertoferrucci.com/wordpress/2010/05/28/accarezzare-parole-sullipad/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 05:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
				<category><![CDATA[cosa cambia]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo mio articolo è uscito il 27 maggio 2010 sul Corriere del Veneto. Venezia ha da qualche tempo, fra le tante, una nuova particolarità, quella di essere la prima città digitale. Wifi diffuso, connessione ovunque, che da venerdì prossimo si sposerà perfettamente con quell&#8217;oggetto definito rivoluzionario. Uno dei regali più desiderati, per generazioni intere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo mio articolo è uscito il 27 maggio 2010 sul Corriere del Veneto.</em></p>
<p>Venezia ha da qualche tempo, fra le tante, una nuova particolarità, quella di essere la prima città digitale. Wifi diffuso, connessione ovunque, che da venerdì prossimo si sposerà perfettamente con quell&#8217;oggetto definito rivoluzionario. Uno dei regali più desiderati, per generazioni intere di bambini, è stata una piccola lavagna coi gessetti colorati e una spugna grigio scuro come cancellino. Era un modo per sentirsi un po&#8217; più grandi, dato che a scriverci, sulla lavagna grande, a scuola, era soltanto la maestra. Su quella piccola superficie nera dai bordi di legno, hanno preso forma le invenzioni più effimere della tua vita, disegni e testi della durata di un attimo, il tempo di crearne una, guardarla e cancellarla. E via così. Guai poi a metterti in testa di scriverci una storia, là sopra. Nessuna pagina da girare. Solo un&#8217;infinita variante dello stesso incipit. Un regalo tanto desiderato quanto, alla fine, frustrante. A quell&#8217;oggetto, e a quella frustrazione infantile, deve aver pensato Steve Jobs, il giorno in cui ha deciso di mettersi a lavorare all&#8217;iPad. Certo, probabilmente Marco Travaglio continuerà a scrivere i propri articoli a penna, sul moleskine formato quaderno, quello da cui lo vediamo leggere a Anno Zero. La sua calligrafia &#8211; che intuisci fare una certa pressione con la penna a sfera sul foglio, le pagine leggermente imbarcate &#8211; continuerà a scorrere, nonostante tutto, su quei fogli. E anche Antonio Tabucchi, di sicuro, farà lo stesso, carta e penna, per i suoi libri, i suoi racconti. Saranno in molti, ancora, a resistere alla scrittura virtuale, a tutte quelle nuove tecnologie che cambiano l&#8217;approccio, mutano l&#8217;atto dello scrivere. Il vero grande mutamento è dunque imminente: l&#8217;iPad arriverà in Italia il 28 maggio. Anche se alcuni, dentro al mutamento, ci sono già da un po&#8217;. Infatti, sto scrivendo questo articolo picchiettando le mie dita sulla lavagnetta della Apple, sulla superficie lucida del suo luminoso display: in un bar, prima. In un treno, poi. Rilettura dell&#8217;articolo e invio al giornale da un vaporetto. La scrittura in movimento, che cammina con te, che si sposta con te, ed è sempre pronta per la sua destinazione, intesa come pubblicazione in rete oppure su un giornale. Scrivo glissando le dita su tasti invisibili e qualcuno mi guarda strano, o incuriosito. Vedere uno picchiettare sul display di una tavoletta illuminata è una vera novità, ancora per poco. In realtà, dopo qualche giorno, più che a picchiettare, ho imparato a sfiorarli, i videotasti dell&#8217;iPad. All&#8217;inizio sembrava fosse necessaria una tastiera esterna. Nessuno credeva fosse possibile digitare con precisione, velocità e disinvoltura sulla keyboard che si srotola dal basso, come un mezzo sipario alla rovescia, sul display del nuovo aggeggio inventato da Steve Jobs. E invece, far scorrere le proprie parole qua sopra è un vero piacere. Del resto, la scrittura è un atto fisico, una disciplina che necessita un suo allenamento, e forse anche a Proust, o a Calvino, o a Beckett, sarebbe piaciuto, un giorno, sfiorare con le dita le lettere dell&#8217;alfabeto. Accarezzarle, insomma, le parole. In questi ultimi anni l&#8217;atto della scrittura, dopo decenni di stasi, di tastiere di macchine per scrivere, prima, e di computer, poi, è mutato più volte. Prima quando Apple inventò il Newton, era il 1993, il vero antenato dell&#8217;iPad, una tavoletta un po&#8217; più piccola che &#8211; quasi &#8211; riconosceva quel che scrivevi sul display con una penna in plastica e lo trasformava in testi con font a tua scelta (ce n&#8217;erano quattro, se non ricordo male). Arrivò troppo in anticipo, era troppo avanti, e gli utenti non capirono. Poi fu il tempo dei palmari, antenati dell&#8217;iPhone, per certi aspetti. E lì ci scrivevi sopra col pennino di plastica, picchiettavi una piccola tastiera virtuale, e ancora oggi si vede in giro qualcuno fare tic tic tic con una rapidità sorprendente. Quindi fu la volta del sistema T9, dei cellulari, quello che ti completa la parola, poi ancora la tastiera del Blackberry, divisa in due aree, da digitarci sopra con entrambi i pollici. Infine l&#8217;iPhone. Una mattonella sul cui display, col pollice, ti può capitare di scrivere mentre cammini. E mica solo un sms, o una breve email, no. Cammini, e le parole seguono il tuo passo, escono scandite da un&#8217;andatura che mette definitivamente in pratica quella visione apparentemente poetica che dice che lo scrittore scrive anche quando cammina. Mi è capitato spesso. Di essere in ritardo a un appuntamento e, contemporaneamente, in ritardo per l&#8217;invio di un articolo, digitato dunque per strada, le lettere che assecondano il passo veloce, su un programmino inventato da un matto che, attraverso l&#8217;obiettivo della macchina fotografica, ti mostra dove metti i piedi e lo sfondo non è la pagina bianca, ma il tuo  percorso. Scrivere sul tuo stesso cammino, dunque. Passi di parole. L&#8217;iPad sta per arrivare. Io ci sto già scrivendo, accarezzando le lettere della videotastiera. Il grande artista David Hockney ne ha uno su cui, ogni giorno, fa un disegno che spedisce poi agli amici. Accarezza i colori, lui. Peccato non essere suo amico. Scrivo queste cose sulla videotastiera dell&#8217;iPad e penso che sì, questa potrebbe essere davvero una rivoluzione, sia per la scrittura che per la lettura che per il disegno. Chissà se gli italiani lo compreranno solo per giocarci, come al solito, oppure, sorprendendoci, soprattutto per scrivere. E tornare a leggere, magari. Per accarezzare le parole, con le dita e con gli occhi. Riconquistare, grazie alla lavagnetta luminosa, l&#8217;abbecedario che abbiamo perduto. Intanto, Venezia potrebbe seriamente candidarsi come capitale di questa rivoluzione culturale e di comunicazione. Venezia e l&#8217;iPad, perché se, come diceva Calvino, Venezia è prima di tutto un&#8217;idea, l&#8217;iPad può essere l&#8217;idea messa in pratica.</p>
<p> </p>
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		<title>Ça change quoi, presentazione a Parigi</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 14:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robfer</dc:creator>
				<category><![CDATA[cosa cambia]]></category>

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		<description><![CDATA[Share on Facebook var button = document.getElementById('facebook_share_link_1300') &#124;&#124; document.getElementById('facebook_share_icon_1300') &#124;&#124; document.getElementById('facebook_share_both_1300') &#124;&#124; document.getElementById('facebook_share_button_1300'); if (button) { button.onclick = function(e) { var url = this.href.replace(/share\.php/, 'sharer.php'); window.open(url,'sharer','toolbar=0,status=0,width=626,height=436'); return false; } if (button.id === 'facebook_share_button_1300') { button.onmouseover = function(){ this.style.color='#fff'; this.style.borderColor = '#295582'; this.style.backgroundColor = '#3b5998'; } button.onmouseout = function(){ this.style.color = '#3b5998'; this.style.borderColor = '#d8dfea'; this.style.backgroundColor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/l_640_430_B6BE1CA6-5BED-445B-8922-F8DDE60F56BA.jpeg"><img src="http://www.robertoferrucci.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/l_640_430_B6BE1CA6-5BED-445B-8922-F8DDE60F56BA.jpeg" alt="" class="alignnone size-full" /></a></p>
<a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.robertoferrucci.com%2Fwordpress%2F2010%2F05%2F25%2Fca-change-quoi-presentazione-a-parigi%2F&amp;t=%C3%87a%20change%20quoi%2C%20presentazione%20a%20Parigi" id="facebook_share_both_1300" style="font-size:11px; line-height:13px; font-family:'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; text-decoration:none; padding:2px 0 0 20px; height:16px; background:url(http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif) no-repeat top left;">Share on Facebook</a>
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	var button = document.getElementById('facebook_share_link_1300') || document.getElementById('facebook_share_icon_1300') || document.getElementById('facebook_share_both_1300') || document.getElementById('facebook_share_button_1300');
	if (button) {
		button.onclick = function(e) {
			var url = this.href.replace(/share\.php/, 'sharer.php');
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