Manifestazione No grandi navi. (Uno)

Sto andando alla manifestazione contro le grandi navi. Sono all’imbarcadero del Lido e vedo degli elicotteri volare sopra le Zattere. Dal luglio del 2001, dai giorni terribili di Genova, il volo degli elicotteri ha sempre avuto in me risonanze preoccupanti, se non sinistre. Il prefetto ha vietato ai manifestanti l’arrivo del corteo in Piazza San Marco. La scusa, bislacca, è legata a quella ridicola storia del tanko dei venetisti che si asserragliarono dentro al campanile di San Marco con dei fuciletti tipo aria compressa. Dei deficienti che però furono l’avanguardia di loro simili che, più numerosi, invadono Piazza San Marco su autorizzazione diretta del sindaco ogni 25 aprile, insultando in questo modo una data importante, forse la più importante della nostra democrazia. Quindi a quegli assurdi che arrivano in Piazza San Marco a rivendicare istanze ridicole e antistoriche, la piazza è concessa, a una manifestazione di liberi cittadini che rivendicano come unica cosa la salvaguardia di Venezia, no. Incomprensibile. O meglio, no. Comprensibilissimo, nell’Italia di oggi. Poco fa mi ha intervistato la radio francese, France Info, e il giornalista al telefono, dopo avermi augurato buona manifestazione, ha aggiunto: faccia attenzione. Io gli ho detto che ero a Genova, nel 2001, e che se me la sono cavata lì… A ogni modo a Venezia le manifestazioni sono sempre pacifiche. Sagge. Rispettose. E quella di oggi, poi, è una manifestazione necessaria, sacrosanta. Certo, non ci fosse il rombo di quegli elicotteri, aiuterebbe.

Ieri pomeriggio, intervista a Canal+, tv francese.

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