Il presepe deve essere “bianco”

Poi, guai a dargli dei razzisti eh? Ché non è mica vero, siamo noi radical chic, sempre i soliti, a non capire, noi stupidi e inutili intellettuali, a non sapere più come va il mondo. Siamo noi, i reazionari. In effetti, a me, questo mondo, con questa gente che sta nelle stanze dei bottoni, fa abbastanza schifo. Che il vice presidente della regione Veneto, usi termini del genere, dichiaratamente razzisti, di istigazione all’odio, credo sia un insulto all’umanità. Ma sono un intellettuale radical chic, e non capisco più una cippa (che poi loro non direbbero mai, cippa, ma io voglio fare il radical chic fino in fondo, alla faccia loro). Forse bisognerebbe spiegargli che non è questo il significato di “Bianco Natale”. Capirebbero?

Qua sotto, il link di un delizioso scambio di vedute fra me e l’autore delle “gentili dichiarazioni” di cui sopra. Risale a inizio 2010, quando rivestiva la doppia carica di deputato e sindaco di Musile di Piave. Si parlava di “careghe” e a distanza di nove anni, il concetto, da me allora sottolineato, assume ancora più forza, nel bel mezzo, però, oggi, di un’indifferenza sempre più preoccupante. Ovviamente, nel perfetto stile autoritario sempre più in voga, il signore tentava di ridicolizzare il mio ruolo di docente di scrittura creativa, così come già avevano fatto alcuni suoi colleghi di partito, Giancarlo Gentilini e Luca Zaia, e più di recente, il soave sindaco-imprenditore di Venezia.

http://www.robertoferrucci.com/wordpress/2010/01/02/elezioni-e-repliche/

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