Perle fucsia nel polmone verde

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L’ennesimo attentato alla residenzialità che la sgangherata e perciò terribile giunta Brugnaro ha intenzione di mettere in atto è quello nei confronti del Parco di Sant’Elena. Ogni veneziano sa quanto questo posto sia prezioso e amato: da chi ci viene a correre la mattina e la sera, dai bambini che hanno a disposizione giochi e campetti di ogni tipo per le loro attività ludiche, da chi viene a leggere i propri libri seduti su una panchina al fresco degli alberi o davanti al panorama più bello del mondo. La mia padrona di casa mi racconta sempre di quando i pediatri consigliavano alle madri con figli deboli di bronchi di portarli a Sant’Elena, dove esiste un microclima speciale. Il microclima di Sant’Elena non è soltanto la sua aria, il suo verde, è, soprattutto, il suo essere uno dei pochissimi luoghi di residenza, uno dei rarissimi enclave veneziani ancora rimasti. Chi ci abita ama questa piccola isola. Ho visto gente piangere, qualche anno fa, quando una tromba d’aria sradicò decine di pini marittimi, devastando parte del Parco e del paesaggio visivo, punto di riferimento di ogni abitante. E ricordo anche quanto si diede da fare l’allora assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin, per farli ripiantare al più presto, quegli alberi, che ora, poco a poco, stanno crescendo. La scellerata e stupidissima decisione della giunta di far ormeggiare sulle rive del Parco i lancioni vomita-turisti è non soltanto scellerata e stupidissima: è criminale. Perché è chiaro, o di stupidità si tratta, o di disegno premeditato per far sloggiare pure da qui i pochi veneziani rimasti. Mi chiedo giorno dopo giorno che cosa serva a quei (pochi: il 26% degli aventi diritto al voto) veneziani e mestrini che hanno votato l’inadeguato e volgare imprenditore che sta devastando quelle che lui stoltamente chiama, al plurale, le città di Venezia, che cosa serva ancora per ammettere l’errore colossale che hanno commesso nel consegnare la città in mano a un tizio tanto inadeguato e al contempo senza scrupoli. Che cosa vi serve ancora dopo che il centro di Mestre è ridotto a una landa desolata dove ogni giorno chiude un negozio? Cosa vi serve ancora dopo che le spiagge libere del Lido saranno destinate a dei privati che le trasformeranno in luoghi ultra chic e ultra costosi? Che cosa vi serve dopo che anche il Parco di Sant’Elena sarà trasformato nel folle bazar che già contraddistingue gran parte della città storica? Cos’altro vi serve di fronte a queste scelte che sono o stupide o premeditate, o entrambe le cose?  Di fronte al disegno, inequivocabile, di trasformare Venezia in un enorme e unico albergo? Perché la lettura, dopo due anni, dell’attività di questa giunta è lampante e inequivocabile: a Mestre si vede la loro assoluta incapacità e inadeguatezza di amministratori, a Venezia la loro volontà di far sparire gli ultimi residenti rimasti che ostacolano i loro più o meno evidenti interessi commerciali, diretti e indiretti. Questo è la giunta fucsia. Nient’altro e, soprattutto, niente di nuovo. Per questo dobbiamo tutti firmare la petizione on line per salvare il Parco di Sant’Elena dall’invasione i barconi vomita-turisti. E lanciarne subito un’altra, fisica, in città, carta e penna, per tutti quelli che non usano internet, che non ne hanno dimestichezza. Forza, bisogna fermare questa orrenda e devastante onda fucsia.

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