Collirio al Salone del Libro

Questo pomeriggio, alle 14, all’Independents’ Corner del Salone del LIbro di Torino, chiacchiererò insieme allo scrittore Giuseppe Culicchia e al responsabile della collana Stile Libero di Einaudi Paolo Repetti sul seguente tema: “Dirigere una collana, o magari inventarsela, e scegliere una linea editoriale, scoprire nuove voci oppure coinvolgere nel proprio progetto autori già affermati: il fascino e i rischi di uno dei mestieri più belli dell’industria editoriale”. Lo farò nella mia veste di direttore della collana digitale Collirio, che l’editore Terra Ferma ha avuto il coraggio (la sventatezza?) di promuovere con entusiasmo fin dal primo incontro, nel 2013, quando insieme a Tiziano Scarpa, andammo a Montebelluna a esporre la nostra idea.
Si trattava, prima di tutto, di ripubblicare libri (romanzi ma non solo) spariti da tempo dagli scaffali delle librerie, libri che ci erano piaciuti e che avevamo voglia non solo di rileggere, ma anche di proporli a lettori che non li conoscevano. E, grazie al formato ebook, renderli perpetui e, perché no, spingere magari qualche editore distratto a riscoprirli, a ripubblicarli. Mai, infatti, abbiamo pubblicato testi che esistono su carta. Il nostro non è un lavoro di concorrenza all’editoria tradizionale, al contrario, vorremmo che grazie ai nostri ebook gli editori tornassero ad accorgersi di libri che non meritano l’oblio. Lo abbiamo fatto con Piersandro Pallavicini (che per noi ha raccolto le raccolte di racconti pubblicate negli anni e finite fuori catalogo e le ha integrate con altri racconti inediti dando forma a una raccolta che su carta sarebbe stata di oltre 700 pagine), Diogo Mainardi, Romolo Bugaro, Lello Voce, Marilia Mazzeo, Simone Battig. E poi, abbiamo pubblicato testi che mi piace definire sbilenchi, difficili da incasellare, sia per il loro contenuto, sia per la quantità di pagine: testi spesso di poche pagine, reportage, riflessioni, racconti, frammenti, saggi brevi. Poche pagine, certo, ma dal nostro punto di vista, dal forte impatto. Non solo. Le grandi possibilità, intese questo caso come distribuzione, ci hanno consentito di fare un altro gesto sventato: pubblicare testi anche in lingua straniera, laddove quei testi non fossero reperibili su carta mei loro paesi d’origine. O anche, tradurre in francese e inglese i testi inediti di Lisa Ginzburg, che vive a Parigi e non era mai stata tradotta in francese, e di Chiara Marchelli, che insegna alla New York University e mai era stata pubblicata in inglese. Finora, nel nostro catalogo sono presenti testi di Patrick Deville, Dominique Manotti, Chiara Marchelli, Andrea Canobbio, J.A. González Sainz, Lisa GInzburg, Arno Bertina, Christine Montalbetti. Autori più o meno noti, ma autori che a nostro avviso stanno ben dentro al panorama letterario europeo. Scrittori, tout simplement. Un lavoro bellissimo, portato avanti con la editor di Terra Ferma, Alessandra Crosato. E allora è una meravigliosa sorpresa, oggi, essere invitati nel cuore del libro in Italia, il Salone del Libro, a dibattere insieme al responsabile (insieme a Severino Cesari) della collana forse di punta della più prestigiosa casa editrice italiana, l’Einaudi. Ecco, ora corro al Salone. A rincorrere amici scrittori che vorrei facessero parte del nostro progetto, scrittori di cui conosco il lavoro, e che hanno libri fuori catalogo o testi pubblicati qua e là, che meritano di essere disponibili per sempre, anche se non sulla carta. E poi, perché no, qualche bel testo inedito. E sì, dài, faccio qualche nome: oggi mi metterò alle calcagna di Gian Mario Villalta, Alberto Garlini, Yasmina Melaouah, Massimiliano Santarossa, Giorgio Vasta, Elena Stancanelli oltre a Giuseppe Culicchia, naturalmente, che ha creduto in Collirio, invitandoci al Salone. E alle 14, racconterò la fin qui brevissima storia di Collirio, minuscola collana che si confronta oggi col titano assoluto dell’editoria italiana. Brividi.

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