Perle fucsia. Giù la maschera, sindaco!

La notizia è che nei giorni del Carnevale di Venezia, ai varchi di controllo col metal detector per l’ingresso in Piazza San Marco, bisognerà togliersi la maschera (e considerando che per molti si tratta di maschere dipinte sul volto, sono curioso di sapere come si procederà). Arriverete a quei varchi e qualcuno pronuncerà il fatidico: «Giù la maschera». Per motivi di “sicurezza”, dicono. Mah. 

Questa disposizione è comunque stata  giustamente sperimentata in anticipo dal sindaco di Venezia, il sindaco del “ghea podemo far”. E lui ce l’ha fatta. Ieri sera, intervistato da Vittorio Zucconi a Radio Capital sul tema del Family Day, si è tolto la maschera di sindaco e ha mostrato il suo vero volto. Lui – che come tanti altri ipocriti cantori della “famiglia cuore e anima della società”, di famiglie ne ha avute due, con due diverse madri dei suoi figli – ieri è stato smascherato. Il suo vero volto è quello di un tizio volgare, ignorante, che replica insultando nel peggiore dei modi a chi gli aveva semplicemente detto: «sindaco, lei sta facendo una narrazione grottesca». Con una litania di insulti che nemmeno al bar sport, ha dimostrato di non avere alcuna idea della lingua italiana, né del significato delle parole. Inoltre, stava completamente travisando uno dei punti cruciali del progetto di legge sulle unioni civili, rendendo del tutto evidente il fatto di non averla letta, parlando per sentito dire. Luigi Brugnaro è questo: un tizio del tutto inadeguato non solo alla carica di sindaco, ma nemmeno capace di sostenere una conversazione elementare su temi all’ordine del giorno. Ieri sera ha tirato giù la maschera, ha mostrato il suo vero volto: l’arroganza di chi ignora, di chi non sa, di chi non è all’altezza. Esprimendosi in pubblico come nessuno mai deve fare. Luigi Brugnaro è anche l’assessore alla cultura di Venezia. Ascoltate questa registrazione e ditemi quale sia la cultura di questo tizio che indossa la maschera di sindaco, acquistata con una campagna elettorale faraonica e immorale.

Una maschera, la sua, che oggi è l’immagine di Venezia nel mondo. E ci fa vergognare.

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