La bellezza ritorna a Venezia

Questo mio editoriale è uscito il 29 agosto 2015 sul Corriere del Veneto.

 

 A Venezia si ritorna a respirare. Almeno per un po’. E non c’entra solo la fine di un’estate insopportabilmente torrida e nemmeno quell’arietta serale di cui avevamo perso sia il ricordo, sia la fragranza. Dopo un’estate assurda fatta di polemiche a non finire, sui libri gender, sulle grandi navi, su mostre fotografiche censurate, sul turismo di massa, sugli ambulanti, polemiche che da twitter rimbalzavano poi sui media di tutto il mondo dando di Venezia un’immagine certo non piacevole, e certo non del tutto reale, per un paio di settimane Venezia sarà ancora sulle pagine dei giornali ma questa volta per qualcosa che le compete davvero. Finalmente, anche se per poco, il mondo ritornerà a poter godere di ciò che di più prezioso e bello Venezia può offrire, e cioè arte, cultura, bellezza, e lo farà da un luogo, il Lido, che da decenni dà al mondo storie, personaggi, sogni. Già, perché nonostante tutto, nonostante crisi, polemiche, baruffe, e molto altro ancora, poi a inizio settembre arriva puntuale la Mostra del Cinema, che mai come quest’anno sembra davvero una manna. Perché il cinema, i film, sono da sempre dei dolcissimi e indolori punti di sutura a ogni crepa o ferita del nostro immaginario, che non ne può più di essere nutrito a forza da tutto quello che da settimane, da mesi, invade le nostre letture, i nostri ascolti, le nostre emozioni, i nostri sentimenti. Ci vuole una resistenza titanica a sopportare quello che stiamo sopportando, a Venezia, in Italia, nel mondo. È mentalmente sfiancante, e a un certo punto chiunque ha bisogno di una pausa, di quelle pause che poi ti arricchiscono e, magari solo per un poco, ti rappacificano con te stesso e con il mondo intero. Questa è la forza – da sempre – dell’arte. E del cinema in particolare, che fra tutte le arti è quella più diretta, più realistica, più empatica. Poco importa se poi avremo modo o meno di andarci, alla Mostra del Cinema del Lido di Venezia. Magari non tutti potranno (anche se poi i film in programma si possono vedere sia a Venezia centro storico, sia a Mestre), però basterà sentire le cronache, leggere le critiche ai film, vedere gli arrivi degli attori. Ci basterà questo, per rinfrescare il nostro immaginario. Anche se poi – da sempre – il cinema è un filtro essenziale e inossidabile della realtà, e tanti dei film che vedremo ci metteranno di fronte a essa. Non solo. La realtà irromperà prorompente fin da subito, il 2 settembre, con la grande manifestazione degli impiegati comunali, che proprio grazie alla forza del cinema e alla risonanza internazionale della Mostra, avrà la giusta eco che merita. Perché il cinema è anche il megafono dei diritti. Sarà tutto questo, per noi, quest’anno, la 72^ Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Nonostante il buco fantasmatico del nuovo palazzo del cinema, simbolo perverso del disagio epocale che stiamo vivendo, e nonostante le “rovine” dell’Hotel Des Bains, che per decenni è stato sfondo irrinunciabile della Mostra, oltre che protagonista di quel capolavoro di Luchino Visconti che è Morte a Venezia, tratto dal romanzo di Thomas Mann. Pare che per entrambi, buco e hotel, però stiano per arrivare delle soluzioni. Pare. Ma il cinema, l’arte, è più forte dei buchi e delle macerie. Certo, non ci risolverà nulla: crisi, polemiche, baruffe, guerre, migrazioni continueranno nonostante i film, ma avremo comunque modo di prenderci una pausa, una sana boccata d’aria. Per noi veneziani, per Venezia stessa e per tutti.

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