A scuola di onestà

Questo mio articolo è uscito il 28 marzo 2015 sul Corriere del Veneto.

 E adesso ci toccano anche i corsi di onestà”. Per ora i privilegiati” sono alcuni impiegati comunali, quelli che occupano i ruoli più delicati, quelli che qualcuno – non si sa bene chi  ha giudicato a eventuale rischio corruzione. La prima città a istituirliè stata Padova, anche se il sindaco Bitonci ha precisato che è lo Stato a volere tali corsi. Che a volerli sia lui o lo Stato, poco importa. È la sostanza, a contare, in questo caso. Anzitutto viene da domandarsi chi abbia i titoli per insegnare lonestà, e poi, quali siano questi titoli. Inoltre, pare che non si tratti propriamente di questo, ma di un approfondimento di regole e leggi per essere alla fine capaci di districarsi e di capire quali siano i limiti dentro ai quali operare, eccetera. Ma poco importaprovate a pensare di essere scelti per partecipare al prestigioso corso. Non vi sentireste forse in un certo imbarazzo? Con uno che dice: tu, tu e tu. E gli altri, gli esclusi, a guardarvi con quello sguardo a metà fra lironico e laccusatorio, e quel pensiero: se lo hanno scelto significa che… Oppure: che fai domani sera? Vieni al cinema? No, ho un corso di aggiornamento. Su che cosa, meglio non precisare. Certo, non è piacevole dover dimostrare con un attestato che siamo onesti, che possiamo fare il vostro lavoro in tutta sicurezza e limpidezza. No, non è un bel paese quello che presume che la tua onestà sia a rischio e che debba essere quanto meno rafforzata – e valutata – da degli esperti. Eppure, se siamo costretti a tanto significa che siamo davvero ridotti male. Meglio non cercare in quali altri paesi al mondo esista qualcosa di simile: a occhio, resteremmo delusi. Viene da domandarsi se sia possibile rifiutarsi di partecipare a un tale corso, rivendicare che un valore come lonestà non sono certo degli “esperti, che possono insegnartelo. Sì, viene voglia di disobbedire. Anche perché non è chiaro il motivo per cui il corso di onestà” è previsto solo per impiegati e funzionari comunali, e non – guarda caso – per i politici, molto spesso più impreparati e improvvisati dei funzionari stessi. Da quel che si è visto in tutti questi anni, sembrano proprio loro la categoria più a rischio, no? E fin qui stiamo comunque parlando dei corrotti. E i corruttori? Chi gliela insegna lonestà a tutti quegli imprenditori senza scrupoli, che pur di aggiudicarsi un appalto sono pronti a tutto? E visto che siamo in Italia, tocca pure precisare nel dettaglio che non si sta parlando dell’intera categoria dei politici, né dell’intera categoria degli imprenditori. Il risultato è che, alla fine, tutto ciò mette solo una grande tristezza a tutti gli onesti di questo paese. Che sono comunque la stragrande maggioranza della popolazione, e non hanno bisogno di corsi.