Isole di scrittura

Sì, può sembrare una scusa, quella di dire che sono venuto qui a scrivere. Ma: sono venuto qui a scrivere. Su invito, ospite. Il libro che sto scrivendo ha bisogno, per compensazione, di essere scritto – sempre – in un altrove opposto, che contrasti, capace di provocare uno choc linguistico e visivo. E, soprattutto questa volta, Venezia da sola non basta (e nessun luogo, da solo, a essere sincero, mi basta mai). Un romanzo che ti chiede di continuo che la luce si sovrapponga all’ombra, che ogni parola amara si stenda su del blu, su del giallo. Perché spesso la scrittura può essere insopportabile, e allora hai bisogno di boe colorate. Che qualcuno ti presti un’isola, per farla comunque fluire, alla fine, la scrittura.

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L’importanza dei luoghi dove scrivo.

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