5 aprile 2014, Marsiglia progetti letterari

Sono a Marsiglia per un progetto letterario che per ora ha due possibilità. La prima, quella più narrativa, parte da un legame esistente fra Venezia e Marsiglia. Il porto. Solo che uno si affaccia direttamente e ovviamente sul Mediterraneo. Quello veneziano è dentro alla laguna, anomalia assoluta e dannosissima (e ieri una Msc, nel primo giorno di apertura alle grandi navi dopo il divieto del governo annullato dal Tar, ha sbagliato manovra e distrutto un pezzo di banchina del porto, tanto per dire). L’immagine caratterizzante di questa prima possibilità — immagine di partenza o meno ancora non so — dovrebbe essere questa: a Marsiglia, quando percorri le banchine del porto, vedi la prua delle navi rivolta verso il mare, verso il Mediterraneo. Sbocco naturale di ogni nave, il mare aperto. A Venezia, invece, puntano dritte verso la città, attraccate su acque che sono di laguna, non di mare. Un’anomalia, insomma. Una follia. E poi ci sarebbe anche un aspetto personale, che mi riguarda: quel famigerato passaggio della Carnival Sunshine del 27 luglio 2013, di cui sono stato testimone. Ma vedremo.

La seconda possibilità di progetto è questa. Un taccuino di viaggio. Un moleskine comprato all’aeroporto, come faccio sempre prima di ogni viaggio, moleskine a righe, copertina soft, da tenere nella tasca posteriore dei jeans (al posto del portafoglio, da tenere in quella davanti, come l’iPhone, meglio fare così a Marsiglia). Venti righe al giorno, mi sono ripromesso, come quel bel libro di Harry Matthews, Twenty lines a day. O almeno come quell’altro libro, di Juri Oleša, Nessun giorno senza una riga. E poi delle foto, anche.

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