Un romanzo per l’estate

Forse è una questione generazionale. Forse, agli adolescenti di oggi non importa un bel niente del gioco degli scacchi. Ma c’è una generazione, quella adolescente o poco meno nell’estate del 1972, che ci ha provato – eccome – a giocarci. Da luglio a settembre, dalle ferie al mare fin quasi all’inizio della scuola, quella generazione di ragazzini ha seguito passo passo lo sviluppo della sfida a Reykjavik, fra Bobby Fischer e Boris Spassky. La sfida del secolo, con tutti gli annessi e i connessi di un confronto fra uno statunitense e un sovietico nel pieno della guerra fredda. Non c’era quotidiano, anche di provincia, che non pubblicasse puntuale le cronache delle partite, con un maestro che ti spiegava le mosse decisive. L’autunno successivo eravamo tutti scacchisti alle prime armi. Quasi nessuno ha continuato. E il perché risulterà chiaro a tutti quelli che leggeranno questo bellissimo romanzo di Mauro Covacich, (Einaudi, p. 161, €18,50). 

Ho recensito questo libro per la rivista L’indice dei libri. La lettura dell’articolo continua su ilprimoamore.com.

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