Le mie primarie

A me le regole del gioco dell’oca non sono mai piaciute. E a dire il vero nemmeno quelle del Monopoli. Ma ogni volta che ci ho giocato, le conoscevo, sapevo come preparare le mie tattiche in base alle regole, anche se quando ci sono di mezzo i dadi, hai poco da preparati, alla fine. Per questo, tutte queste lamentele, tipo quelle di Nando Dalla Chiesa, che voleva votare Renzi, ma non si era iscritto, e allora perché è Dalla Chiesa tutti a dire che Dalla Chiesa non poteva votare e che non era giusto. Ma come non era giusto? C’era tutto il tempo per pre-iscriversi. Nell’articolo che segue, pubblicato sul Corriere del Veneto del 23 novembre 2012, racconto come ho fatto io, in pochi secondi, da un bar di Asolo. E allora se Dalla Chiesa non ha trovato il tempo di pre-iscriversi, è un problema suo. E nemmeno a me convincevano le regole di queste primarie, ma se le conosci, giochi. E io ho giocato, come qualche milione di altri.

Questo articolo è uscito sul Corriere del Veneto del 23 novembre del 2012.

Mancano un paio di giorni alle primarie del centrosinistra. Per molti di noi quell’appuntamento è rimasto a lungo piazzato in un vago orizzonte, fermo lì, lontano. Ci penseremo al momento opportuno, dicevamo. Ora il momento è arrivato, ed è scattata l’ansia. Come si vota? Già, perché per mesi abbiamo sentito parlare delle regole delle primarie. Se n’è parlato talmente tanto che fin da subito è sembrato trattarsi come di un complicatissimo gioco di ruolo, di quelli che una volta ti regalavano a Natale (quest’anno niente regali, primarie del centrosinistra a parte). Scartavi il regalo e dopo aver dato una scorsa al regolamento rimettevi – confuso e sconsolato – tutto dentro la scatola che, con cura, riponevi sul ripiano più alto dell’armadio e addio. Le abbiamo trattate un po’ in questo modo, le primarie del 25 novembre 2012. Tutto quel parlare di regole e regolette ci ha tenuto lontani dal tema. Non c’era giorno in cui Puppato e Renzi non ne facessero cenno, gli dedicassero un lamento o, almeno, una battuta. In questi ultimi giorni se ne sono accorti. Forse, hanno visto che in tanti stavamo riponendo il gioco delle primarie (che gioco non sono, lo so) sullo scaffale su in alto. In tanti, domenica prossima, avremmo rischiato di disertare le urne. (A Venezia, per esempio, il 25 novembre è l’ultimo giorno di una splendida edizione della Biennale Architettura. Da non perdere, magari andandoci il sabato). Così in questi giorni, i due accusatori hanno aggiustato il tiro, si sono raddolciti. Contemporaneamente, l’ansia di uno possiede ancora un briciolo di senso civico, e che tutto sommato vuole ancora dar fiducia alla politica e al centrosinistra, mi ha portato a fare chiarezza. E allora, scorrendo pochi punti delle “complicatissime” regole imposte – dicevano i due – da un perfido Bersani, mi sono accorto che tutto il can can fatto a proposito delle iscrizioni per poi recarsi al voto, era ridicolo. Così, lontano da casa, in un bar con collegamento wifi, mi sono ricordato di un link arrivato via email, qualche settimana fa, e che avevo momentaneamente accantonato, ma non ancora archiviato del tutto sullo scaffale là in alto. Ho fatto clic e in un paio di minuti mi sono iscritto alle primarie del centrosinistra. Ho compilato un veloce formulario, ho trovato il luogo dove sarà sistemato il mio seggio, e ho salvato il pdf. Basterà stamparlo, consegnarlo domenica insieme a due euro e potrò scegliere il mio candidato preferito. Certo, uno potrebbe non avere internet, o una stampante. Ma siamo nel 2012 e le cose vanno sempre più così. Navigano in rete. E poi, oltre ai gazebi dei giorni scorsi, mi pare di aver capito che ti puoi iscrivere pure al seggio, nel momento stesso in cui ti presenti. Bastava informarsi prima, insomma, per smascherare chi accusava di complessità il regolamento di voto. Solo che gli accusatori di turno lo sanno bene. Conoscono perfettamente il principale difetto di noi italiani verso la politica e non solo: la pigrizia. E ne traggono tutti i vantaggi.

Leggi questo post in e-bookLeggi questo post in e-book