Cosa cambia, proiezione il 18 ottobre alle 18


Giovedì 18 ottobre 2012, ore 18.00 – Proiezione speciale d’apertura – Ingresso libero

Cosa cambia, (le parole, le immagini)
di Roberto Ferrucci
2008, produzione indipendente
durata 31′





Venezia, 18 luglio 2001, poco dopo l’alba. Uno scrittore munito di penna, taccuino e videocamera parte per Genova. Gli hanno chiesto di raccontare i giorni del G8 per i quotidiani locali del Gruppo Espresso, libero di scrivere quel che gli pare, scegliere temi, sguardi, argomenti. Mai, quella mattina, avrebbe potuto pensare che si sarebbe trovato dentro a un incubo. Lo scrittore ritornerà a casa pieno di appunti e di immagini, l’animo lacerato, la pelle e i polmoni avvelenati dai gas vietati in guerra ma sparati a migliaia in quei due giorni. Proverà a mettercisi subito, a scrivere il suo romanzo di Genova, necessità intima, irrinunciabile. Ma gli ci vorranno sei anni, per finire Cosa cambia, pubblicato nel luglio 2007 da Marsilio. In quei sei anni, la scrittura è servita non solo a mettere insieme il libro, ma a smaltire dolore e rabbia. Ora, in questo video – montato nel 2008 su consiglio dell’amico regista Corso Salani e di Fabrizio Grosoli, allora direttore del Bellaria Film Festival – le parole di quel romanzo (registrate durante un reading) stanno
insieme agli appunti visivi che hanno aiutato lo scrittore a scriverlo. Scrittura e immagini unite insieme, per cercare un altro approccio, un altro percorso lungo le strade irrespirabili e sanguinose di Genova del luglio 2001. Ancora una volta è l’arte a provare a fare luce sui misteri italiani. Tentativo inutile, ovvio, ma necessario in un Paese dove tutto il marcio resta avvolto nell’ombra. Insabbiato, cancellato dalle memorie. E sono in tanti ad averla già dimenticata, Genova 2001. Per questo è stato necessario scrivere questo romanzo, come per Daniele Vicari è stato necessario fare Diaz, un film che ha fatto aprire gli occhi agli smemorati, e ha fatto luce nelle coscienze di chi non c’era, o di chi, troppo giovane, non sapeva. E di certo non finirà qui. Ce ne saranno ancora di libri e di film. Soprattutto fino a quando Genova 2001 continuerà a essere una ferita aperta. Dolorosa e, tutto sommato, grazie a libri e film, molto meno misteriosa di quanto si creda.

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