Ebook sul Festival di Sanremo

È appena finito il Festival del 2012. Non ne so nulla. Ho soltanto guardato su Youtube Patti Smith insieme ai Marlene Kuntz, che mio fratello Mauro (vincitore del Festival nel 2004 come miglior produttore), mi ha suggerito di non perdere. Ascoltando Patti Smith (che ho già visto dal vivo un paio di volte) mi sono ricordato dei miei due Sanremo da inviato speciale del Gazzettino – seguiti accanto a uno dei migliori critici musicali italiani – Giò Alajmo, nel 2000 e 2001. Uno scrittore al Festival, libero di raccontare quel che gli pare. Ho recuperato i file (temo non tutti, manca di sicuro la mappa della sala stampa, che avevo provato a raccontare attraverso le figure storiche del giornalismo musicale sedute lì vicino a me. Manca anche il racconto della mia gita a Montecarlo, la domenica successiva al Festival del 2000. Peccato) ho recuperato, dicevo, i testi che non avevo mai più riletto e mi sono accorto che il Festival è sempre lo stesso, raccontato sempre allo stesso modo. E uno sguardo diverso, quella volta, avevo provato a darlo. Del resto, è sempre stato raro – e oggi lo è ancora di più – che un giornale chieda a uno scrittore di raccontare l’invisibile del Festival. In quelle due edizioni ho provato a farlo. Non so che cosa ne sia venuto fuori. Un racconto, di sicuro. Che avrebbe potuto essere ancora più dettagliato, avessi avuto più spazio, a quel tempo, e avessi voglia di rimetterci le mani, oggi. Ma mi piace mantenere la fragranza del momento. Di quei momenti al Festival di Sanremo.

Buona lettura, robfer

Libr@ #3 (on line il 19 febbraio 2012)

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