Lo avrete notato. Faccio fatica a inserire qualunque altra cosa, su queste pagine, dopo avere scritto di Corso Salani. Vorrei davvero che tutti quelli che non hanno mai visto i suoi film, lo facessero. Non quelli dove lui faceva l’attore, ma i suoi da regista. Vi consiglio il suo da me più amato, Gli occhi stanchi. Lo trovate allegato al libro Conversazioni. Il cinema nelle parole dei suoi autori, di Giuseppe Gariazzo e pubblicato da Lineadaria (nella foto). Ordinatelo, guardate il film, e leggete le due interviste a Corso Salani. Vi accorgerete di trovarvi di fronte a un regista unico, per nulla italiano, inteso nel senso più scontato del termine. Continuerò a raccontare di Corso, in vari modi, perché è stato un maestro di un modo diverso di fare cinema. Un modo, credo, del tutto suo, irripetibile e perciò, appunto, unico e prezioso. Un cinema, quello di Corso Salani, che non si deve disperdere.
Corso Salani, regista
Posted by robfer on giugno 26, 2010
http://www.robertoferrucci.com/wordpress/2010/06/26/poi-tocca-continuare/
Previous Post
Ciao Corso, amico mio
Ciao Corso, amico mio
Next Post
Impassibili e maledette, in libreria
Impassibili e maledette, in libreria
Comments are closed.





