Lo avrete notato. Faccio fatica a inserire qualunque altra cosa, su queste pagine, dopo avere scritto di Corso Salani. Vorrei davvero che tutti quelli che non hanno mai visto i suoi film, lo facessero. Non quelli dove lui faceva l’attore, ma i suoi da regista. Vi consiglio il suo da me più amato, Gli occhi stanchi. Lo trovate allegato al libro Conversazioni. Il cinema nelle parole dei suoi autori, di Giuseppe Gariazzo e pubblicato da Lineadaria (nella foto). Ordinatelo, guardate il film, e leggete le due interviste a Corso Salani. Vi accorgerete di trovarvi di fronte a un regista unico, per nulla italiano, inteso nel senso più scontato del termine. Continuerò a raccontare di Corso, in vari modi, perché è stato un maestro di un modo diverso di fare cinema. Un modo, credo, del tutto suo, irripetibile e perciò, appunto, unico e prezioso. Un cinema, quello di Corso Salani, che non si deve disperdere.
Monthly Archives: giugno 2010
Ciao Corso, amico mio
Corso Salani, bravissimo regista prima che attore, è morto all’improvviso. Le agenzie lo ricordano soprattutto come protagonista di Il muro di gomma di Marco Risi, ma i pochi che hanno potuto vedere i suoi film, come Gli occhi stanchi o Occidente, sanno che ad averci lasciato è un regista raro e originale. Per quel che mi riguarda, se n’è andato un caro amico, che incontravo puntualmente, ogni anno, al Trieste Film Festival. Ci sentivamo spesso, come qualche giorno fa, quando mi chiese consigli per un libro che aveva pronto, un diario di lavoro e di viaggio di uno dei suoi ultimi film. Voglio ricordarlo con questa foto, scattata sul tram che da Opicina, nel gennaio scorso, ci riportava a Trieste. Stava per iniziare a girare un film, a Opicina, terra di confine, come di confine e sui confini erano i suoi film. Ciao Corso, amico mio.
Jesolo e la promozione turistica
Questo mio articolo è uscito mercoledì 8 giugno sul Corriere del Veneto.
Un’operazione pubblicitaria formidabile. Un record mondiale. Qual è la località balneare al mondo che non vorrebbe finire – e gratis – sulle pagine dei giornali di mezzo mondo? Ce ne sarebbero certo tante disposte a pagare fior di quattrini pur di ottenere un trafiletto a fondo pagina – che so – di qualche giornale austriaco, per esempio. Roba complicata, difficile. Ma in questo settore, il talento assoluto, la capacità da fuoriclasse spetta alla nostra spiaggia per eccellenza: Jesolo. Riesce ad arrivarci spesso, sui giornali, in un modo o nell’altro. Chissà se alle spalle di questi colpi di visibilità inaudita c’è un’équipe specializzata, se si tratta dell’esito del lavoro sopraffino di un sofisticatissimo comitato scientifico, oppure se è l’ennesimo colpo di genio del sindaco. Come promuovere al meglio l’afflusso turistico alla propria località, come incentivare le prenotazioni in un periodo di crisi che sta mettendo in ginocchio il turismo in tutta Europa? Semplicissimo: multando i turisti che comprino un oggetto contraffatto da un ambulante. Come la sanzione di mille euro (sì, 1000 euro!) che i solerti vigili urbani jesolani hanno inflitto a una pensionata austriaca. Non c’è dubbio. Mai modo migliore è stato inventato per pubblicizzare la propria località. Cosa può esserci di più efficace dell’immagine di una località che privilegi la legalità, il decoro, l’ordine e la disciplina? Certo, la sventurata – una pensionata che farà una fatica boia a racimolarli, i mille euro d’ammenda – tornata in Austria intesserà le lodi di una località così attenta alla tutela dei propri clienti. Le agenzie di viaggi di tutta Europa avranno liste d’attesa chilometriche di gente che non vedrà l’ora di poter dire di esserci stata pure lei, nella spiaggia dei vigili più integerrimi del mondo. Saranno organizzati tour speciali per poter assistere da vicino a queste “operazioni sicurezza” in spiaggia e per molti sarà come vivere un’esperienza dentro al set di un film d’azione. Il fatto poi che gli stessi albergatori jesolani contestino questo tipo di approccio alla legalità, consapevoli delle disastrose conseguenze a cui può portare, cosa volete che sia. Fra l’altro, si stanno adoperando per pagarla loro, la multa alla villeggiante. Ma c’è una coerenza, da parte della giunta jesolana. Le amministrazioni che soprattutto nel Veneto sono riuscite a farsi eleggere solo ed esclusivamente attraverso la demagogia della sicurezza, devono mantenere l’impegno, costi quel che costi. Anche se il costo, appunto, è quello di mettere a repentaglio l’afflusso turistico in una località. Anche se mille euro, e non soltanto per una pensionata, sono una cifra folle. Risultato? Vale la pena mettere a repentaglio la propria immagine nel mondo e il conseguente afflusso turistico per combattere (in un modo del tutto discutibile, per altro) la vendita di merci contraffatte? Evidentemente a Jesolo sono convinti di sì.
Quella pagina bianca, muta
Venerdì 11 giugno 2010 ho presentato a Parigi il romanzo Ça change quoi. L’incontro, una conversazione insieme alla scrittrice Dominique Manotti e la critica letteraria di Telerama, Martine Laval, si è svolto nel pomeriggio, alle 17, inserito nel programma del Festival letterario Paris en toutes lettres. Il giorno prima, il Senato della Repubblica del nostro paese ha votato la fiducia a une delle leggi più schifose che un governo dalle ormai sempre più poche parvenze democratiche potesse varare. In apertura dell’incontro, ho letto questo testo, scritto di getto, la mattina. Lo lascio in francese, intanto perché comunque credo si capisca, e poi perché ormai è davvero meglio rivolgersi agli altri paesi europei. Solo loro, ormai, possono salvarci dal collasso democratico.
MESSAGE POUR PARIS EN TOUTES LETTRES
Ce matin, quand j’ai vu la Une du quotidien La Repubblica, j’ai pleuré. Jamais dans ma vie, je n’avais imaginé de me trouver un jour face à ça. Jamais dans ma vie… et nous y sommes pourtant : la restriction des libertés en Italie est désormais pareille à celle d’un Etat totalitaire. La loi qui règlemente les écoutes téléphoniques est passée au Sénat. Ce qui reste de l’opposition – comme vous le savez sans doute, la véritable gauche n’est plus représentée au Parlement depuis 2008 – a quitté l’Hémicycle au moment du vote. La loi adoptée hier soir limite drastiquement le recours par la justice aux écoutes téléphoniques et interdit à la presse d’évoquer les enquêtes en cours. Le régime tourne une page avec violence et installe définitivement le contrôle autoritaire de nos libertés fondamentales. Je demande, et pas seulement en mon nom, aux amis écrivains français, aux éditeurs, aux lecteurs et à tous les Français qui ont à coeur de défendre la liberté de pensée et d’expression, de nous aider. La société civile italienne est aujourd’hui intoxiquée par le message que, depuis trente ans ou presque, les télévisions berlusconiennes (y compris celles du service public) instillent dans nos cerveaux. Et nous aussi, les intellectuels, nous avons toujours moins de force, comme désarmés. Nous sommes pointés du doigt comme des ennemis de l’Italie, et nous sommes toujours plus impuissants et résignés. Nous vous appelons à l’aide et, dans le même mouvement, nous vous invitons à la vigilance. L’Italie, c’est la porte à côté. Comme le soutient mon ami Antonio Tabucchi, ce qui se passe chez nous – le racisme, la mafia au pouvoir, la destruction lente et inexorable de droits, hier, sacro-saints –, pourrait très bien servir d’exemple ailleurs.
Merci.
(trad. Thomas Lemahieu)



