Ossessione in vaporetto

Questo mio articolo è uscito il 2 aprile 2010 sul Corriere del Veneto.

Da qualche tempo, in rete nascono siti di foto Lofi. Lofi sta per low fidelity, bassa qualità, dove bassa non significa affatto scarsa. Sono fotografie scattate soprattutto coi telefonini, in particolare con l’iPhone. Anche grandi fotografi si stanno convertendo alle foto Lofi. Nell’epoca del patinato, del riproducibile, del perfetto perfezionabile, le foto Lofi recuperano una fragranza perduta. Una fragranza legata all’atto, al gesto, all’istante. È il momento, oggi, che va recuperato, il gesto apparentemente minimale. La campagna elettorale di Giorgio Orsoni, nuovo sindaco di Venezia, è stata come le foto scattate con l’iPhone. Piccoli gesti da mandare in rete subito, per sottolineare l’attimo, per evidenziare attraverso il gesto l’importanza del momento. Alla sovrabbondanza mediatica, patinata, opulenta, invadente dell’avversario, Orsoni ha replicato con la purezza della semplicità, elemento fondante, oggi, per ritornare a essere un paese degno di chiamarsi Italia. Uno dei punti centrali nella campagna elettorale di Giorgio Orsoni è stata la discontinuità con la giunta precedente (va ricordato infatti che, tutti sembrano averlo dimenticato, nel 2005, a Venezia, non vinse il centrosinistra, ma la Margherita di Massimo Cacciari, sostenuto al ballottaggio dai voti determinanti del centrodestra). Così, l’altro giorno, nel pieno dell’euforia di una vittoria insperata, ci si domandava quali potevano essere i primi segnali di discontinuità della nuova giunta Orsoni. E nella linea Lofi, basso profilo, la prima e unanime proposta è stata quella di porre immediatamente fine alla tortura acustica che ti aggredisce da anni appena ti imbarchi in un vaporetto. Per carità, grazie a quella piccola tortura, oggi, siamo tutti diventati dei vaghi e improbabili poliglotta dell’educazione. Mantener linda la ciudad es un deber de todos (si scriverà così?): è un dovere di tutti tenere pulita la città, tout le monde a le devoir de veiller que la ville reste propre. Una cantilena insopportabile. Prendi il vaporetto il mattino presto, per andare al lavoro o a scuola, e quella voce metallica ti assale. Pensateci: non è affatto piacevole iniziare le giornate in questo modo. Una scelta sventata dell’ex assessore Salvadori che ci ha sempre tenuto a fare il maestrino. Ma ora basta. Ci pensi subito, in nome della discontinuità, il nuovo sindaco Orsoni, perché “è un diritto di tutti mantenere integro il proprio udito”, quando viaggia in quell’irripetibile imbarcazione che è il nostro vaporetto. E che la città va tenuta pulita, così come la nostra cameretta, ce lo aveva già insegnato la mamma, da piccoli.

Leggi questo post in e-bookLeggi questo post in e-book