Siate stupidi

Questo mio articolo è uscito il 4 febbraio 2010 sul Corriere del Veneto.

Ce lo siamo chiesto in tanti il significato recondito di quella scritta sulle fiancate degli autobus: “Be Stupid”. Io credevo si trattasse di un promemoria. Della sempre più attuale ed evidente stupidità italica – cioè della nostra stupidità – abbiamo prove a ogni angolo e in ogni momento. Era divertente che qualcuno lo sottolineasse con sarcasmo. Poi, però, abbiamo scoperto che si tratta di una pubblicità della Diesel e, purtroppo, ci è stata pure spiegata, e la forza ambigua che aveva è andata a farsi friggere. “Siate stupidi”, dice – tradotto – lo slogan, che si metteva in corto circuito con tutti quei messaggi, in arrivo soprattutto dalla tv, che, subliminalmente, ci dicono “Siete stupidi”. Basta accenderla in qualunque momento della giornata, capitare sul programma pomeridiano di turno, sul reality di turno, sul talk show di turno, e un sottotitolo invisibile ma inequivocabile ci dice “siete stupidi”. Quello specchio catodico ci rimanda puntuale la nostra immagine. Ciò che siamo diventati. Per questo, il “siate stupidi” degli autobus, invece, sembrava davvero una sorta di promemoria esortativo, una presa d’atto in grado di essere sovvertita. Aprite gli occhi, insomma, poteva essere il suo significato. Invece no.
Il fatto di essere qui a scriverne (e voi a leggere) sancisce l’efficacia della campagna in sé. Questo è quel che la pubblicità deve ottenere e la Diesel ha ottenuto un risultato ottimo. Solo che sentire poi Renzo Rosso dirci che si tratta di un’esortazione, che secondo lui è meglio essere stupidi che intelligenti, mah. Siamo allo stesso livello del programma televisivo pomeridiano, del talk show, del reality. Quel “siate stupidi” è un invito a non smettere di esserlo, anzi. Deve diventare uno status. Sarà tutto un trionfo di magliette con quella scritta lì, la prossima estate, statene certi. Fine del sarcasmo, sparizione dell’ironia, trionfo della banalità o, peggio, sovvertimento, ancora una volta, dei significati delle parole: stupidità, secondo il proprietario della Diesel, è diventato sinonimo di creatività. Olè. Ormai i dizionari vengono quotidianamente scardinati, maciullati, dissacrati e alla fine buttati dalla finestra. Quindi, siate stupidi, dice Rosso, e potrete diventare come me. Lì, a suo avviso, nella stupidità, risiede il genio. Quanto stupido era Baudelaire? E Leopardi? Per non parlare di Bob Dylan o di Enrico Fermi. Italia, popolo di stupidi, navigatori e santi. Parola di Diesel.

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