Immondizia

Questo mio articolo è uscito sul Corriere Veneto del 7 novembre 2009.

Da tempo, nelle nostre città il rito dell’immondizia inteso come appuntamento preciso, come gesti abituali da ripetere quotidianamente sempre alla stessa ora, è andato perduto. L’avvento del cassonetto, raggiungibile a qualunque ora, ha spento la consuetudine. Resiste, per ovvi motivi, soltanto a Venezia, dove orari rigidi e irrevocabili scandiscono l’esposizione del sacchetto e la sua raccolta. Da anni e anni ormai è sparita quella frase ricorrente: vado a vuotare la pattumiera. Un compito che era spesso riservato al padre di famiglia, unica attività domestica innocua anche per l’imbranato maschio adulto. Un compito, poi, capace di offrire spunti narrativi. Come in un bellissimo racconto di Italo Calvino, intitolato La poubelle agrée (traduzione quasi impossibile, qualcosa tipo La pattumiera gradita, più o meno). Il racconto incomincia così: “Delle faccende domestiche, l’unica che io disimpegni con qualche competenza e soddisfazione è quella di mettere fuori l’immondizia. L’operazione si divide in varie fasi: prelievo della pattumiera di cucina e suo svuotamento nel recipiente più grande che sta nel garage, poi trasporto del detto recipiente sul marciapiede fuori della porta di casa, dove verrà raccolto dagli spazzini e vuotato a sua volta nel loro autocarro”. Ciò avveniva a Parigi, fine anni settanta, e il seguito del racconto è una riflessione del rapporto fra noi e la spazzatura. In Francia, così come in altri paesi d’Europa, le immondizie si mettono fuori casa la sera e vengono raccolte durante la notte. Ogni volta che un camion della nettezza urbana sveglia un mestrino di passaggio da quelle parti nel cuore del suo sonno – laddove non ci siano, come in tante altre città, automezzi elettrici – costui rimpiange le sane abitudini della sua città natale, dove i camion fanno vibrare le finestre – e le pareti, spesso – solo al mattino. Vero è però che l’abitudine che più dovrebbe essere incentivata è la raccolta differenziata, forse gli sforzi dovrebbero essere concentrati soprattutto lì. Invece, i mestrini stanno per essere sottoposti a un altro tipo di sperimentazione. Per motivi soprattutto economici, anche a Mestre le “scoasse” saranno prelevate durante la notte. Nel lungo elenco di motivi, nemmeno un cenno al sonno dei cittadini. E sospettando che Veritas non si munirà certo di automezzi elettrici, preparatevi, ché tanto, si sa, ci si abitua a tutto. E prendiamola come una fastidiosa punizione, per la differenziata che ancora facciamo così male.

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