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robertoferrucci.com » 2009 » aprile
apr 30

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apr 30

Ho scritto questo testo ieri, per il Corriere del Veneto, quando sembrava che nelle liste per le elezioni europee sarebbero state inserite le cosiddette “veline”. Le quote rosa della destra. L’ideale di donna che pervade oggi chi ci governa e i suoi elettori. Poi, quello che ormai tutti chiamano l’effetto Veronica ha per fortuna dato i suoi frutti. Perciò ora lo pubblico qui, consapevole che – nonostante Veronica – nulla sia cambiato e che nulla cambierà.

Il ciarpame senza pudore, come lo definisce la signora Berlusconi, non risparmia nessuno. E così, anche qui a nordest, nelle liste del Pdl avremo la nostra bella e ruspante soubrettina tutta curve e una laurea breve (sì perché, ahimè, siamo tornati indietro di cinquant’anni, col titolo di studio che, solo in questi casi però, fa da discriminante) cui porre la preferenza alle prossime europee, orgogliosi poi di vederla girare per le sale del prestigioso Berlaymont di Bruxelles, dove allieterà le pupille dei maleodoranti (così li definisce il marito della signora Berlusconi) parlamentari di sinistra, e non solo, degli altri paesi. Che, conoscendoli, non si allieteranno proprio per niente, invece, e avranno un motivo in più per deridere questa nostra Italia disgraziata. Queste sono le facce nuove che la politica italiana manderà in Europa. Del resto è il concetto estetico del berlusconismo. Imbellettare il più possibile la politica per svuotarla del suo stesso senso, del suo ruolo, e procedere poi indisturbato. L’ideale, per lui, sarebbe un parlamento di veline, pronte a dire sì per manifesta incompetenza. Nuove poi, le facce, mica tanto, perché sono le stesse che invadono teleschermi, riviste patinate e pagine internet. Più che le facce, a essere sinceri, è ben altro a essere messo in mostra. E così, gli elettori sdilinquiti davanti a questo “altro” si beeranno di aver posto la loro crocetta sulla miss di turno, manderanno in Europa a rappresentarci il meglio che questo paese oggi – secondo loro – può offrire. Già, perché la maggior parte di noi vive ormai dentro a un mondo altro, fatto si pixel e paillettes, di locali notturni e feste scintillanti, di labbra siliconate e tette rifatte. È l’Italia di oggi, questa. C’è poco da fare e, ormai, anche poco da indignarsi. E il marito della signora Berlusconi ha ragione. Sa il fatto suo. Sa perfettamente che milioni e milioni di elettori metteranno la crocetta lì anche per via di queste meravigliose candidate. Ormai basta poco per fare l’europarlamentare, o il ministro, o il deputato. Partecipare a un concorso di bellezza, fare un po’ di serate in discoteca, essere selezionati a un reality. Ah, e una laurea breve, certo. La discriminante che, tradotta, significa ho delle belle curve, sì, ma sono pure intelligente. Questi i titoli ideali, oggi, per ambire a rappresentare questo paese e i suoi cittadini. È la normalità di un paese anormale, questa. Ciò che più preoccupa, però, è il silenzio di madri, di lavoratrici, di casalinghe, il silenzio di donne che hanno fatto di questo ciarpame senza pudore la propria quotidianità, il cuore dei propri pettegolezzi, l’esempio da indicare alle proprie figlie. C’è questo rovesciamento del costume, dei valori, del buon senso che, oggi, è la nostra normalità. Certo, c’è pure un’altra Italia, ma è ammutolita, sconcertata, attonita, sovrastata da tonnellate di silicone. Ciò che altrove è considerato impensabile, qui è diventato consuetudine. Decideranno gli elettori, dice il Pdl. E non c’è dubbio su quale sarà la scelta degli elettori italiani. E così, al Parlamento Europeo ci saranno finalmente delle deputate avvenenti e profumate. Il ciarpame senza pudore, che affascina questo povero paese.

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apr 29

Ieri mattina alla stazione ferroviaria di Venezia. L’sms è uscito sulla prima pagina del Corriere del Veneto di oggi.

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apr 28

Ecco la prima maschera anti virus a Venezia. Questa mattina in stazione http://yfrog.com/3sj4nj

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apr 28

oggi era a Padova, Carlo e Camilla a Venezia, che incroci…

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apr 28

Aspettava il momento in cui qualcuno avrebbe sottolineato la scarsa igiene dei messicani. Il più puntuale – tu guarda – il ministro Sacconi.

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apr 23

Apre gli occhi presto con l’idea per un libro. Già scritto. Lo sta mettendo insieme adesso, capitolo dopo capitolo. E sa già pure il titolo.

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apr 21

È on line l’intero manoscritto di Madame Bovary, il capolavoro di Gustave Flaubert. Che emozione. Lo trovate qui.

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apr 14

Il reportage di Roberto Saviano pubblicato da Repubblica. Sperando che il suo agente, Roberto Santachiara, proprio perché trattasi di omonimi, di scrittori, di scrittura, non se la prenda.

L’AQUILA – “Non permetteremo che ci siano speculazioni, scrivilo. Dillo forte che qui non devono neanche pensarci di riempirci di cemento. Qui decideremo noi come ricostruire la nostra terra…”. Al campo rugby mi dicono queste parole. Me le dicono sul muso. Naso vicino al naso, mi arriva l’alito. Le pronuncia un signore che poi mi abbraccia forte e mi ringrazia per essere lì. Ma la sua paura non è finita con il sisma.
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apr 13

Questo mio articolo è uscito venerdì 10 aprile sul Corriere del Veneto.

Ci sono quei meccanismi, interiori, puntuali, che scattano a ogni catastrofe. Ovunque capiti, altrettanto ovunque scatta la solidarietà. Qui nel Veneto come altrove. Le calamità naturali hanno la capacità di uniformare i vari picchi di sentimento, di emozione. Di fronte alla tragedia gli animi si equiparano, scatta un sentimento unico e inconfondibile di condivisione del dolore. Il nostro paese è abituato da secoli ai terremoti e ai loro esiti catastrofici. Sono migliaia, coloro che si sono subito offerti, chi a correre laggiù per dare una mano, chi a mettere in moto offerte di ogni tipo. È – detto quasi con cinismo – la parte nobile delle catastrofi, questa. È come se le calamità naturali fossero volute da qualcuno per mettere alla prova questo nostro sentimento, per vedere se resta immutabile attraverso le epoche. E lo è, immutabile. Ciò che cambia è il contesto. Chi ricorda i terremoti del ‘76 in Friuli o quello in Campania dell’81, ricorda anche come la tv li seguì. Ricorda come la tv si trasformò all’istante in un servizio pubblico nel vero senso del termine. Ci aiutò a capire, a aiutare, a raccontare. Era ancora la televisione in bianco e nero, quella del ‘76, e pre tv commerciale quella dell’’81. Un altro mondo, insomma. Un giornalismo televisivo di un altro alfabeto. Non era la tv della lacrima facile, quella, e nemmeno della spettacolarizzazione del dolore. La televisione di oggi, è sinonimo di reality e di audience. È agghiacciante lo spettacolo che ci stanno offrendo in questi giorni. Il terremoto ci viene spiattellato sui nostri ultrapiatti come in un Grande Fratello diffuso, un Grande Fratello paradossale e cinico, non più dentro una casa, bensì il Grande Fratello dei senzatetto, degli sfollati. Il dolore viene setacciato in nome dell’audience e allora non resta che spegnere e andare sulla rete che, peraltro, è stata la prima a raccontarlo e mostrarlo, il terremoto, a darne notizia con la fragranza dei social network come Facebook e Twitter, con l’immediatezza video di Youtube. I nuovi veri reporter siamo noi stessi, con i nostri telefonini. La tv del dolore dei Vespa, degli Sposini sarà presto spazzata via da questo nuovo modo di raccontare, che non ha bisogno né di star mezzobusto né di inviate che sanno solo fare domande cretine. Sarà racconto puro, senza la sovrabbondanza di aggettivi tipica della tv del dolore. Unico inconveniente, quello che alla fine basti un copia incolla per sentirsi a posto con la coscienza. Pubblicare sulla propria pagina i numeri dell’Avis o della Croce rossa, o i conti correnti della Caritas e convincersi di avere fatto quanto possibile. Oppure indignarsi contro coloro che pensano già di costruire L’Aquila 2 o con quei politici che non vogliono risparmiare 400 milioni di euro, come si potrebbe accorpando il voto per il referendum alle europee. Non basta una pagina su Facebook, insomma, per invertire la rotta su una politica del territorio da quarto mondo, né per sentirsi partecipi alla solidarietà collettiva. Ma di sicuro è qualcosa di nuovo. Migliore della tv.

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apr 12

Qualcuno gli dica di smetterla, gli dica di tacere. Per favore.

TERREMOTO: BERLUSCONI A 2 NONNE MONTICCHIO, VI DONO TAILLEUR
POL S0A S41 QBXA TERREMOTO: BERLUSCONI A 2 NONNE MONTICCHIO, VI DONO TAILLEUR (ANSA) – L’AQUILA, 12 APR – Silvio Berlusconi visita la tendopoli di Monticchio, piccolo centro vicino L’Aquila e non lontano da Onna. Durante il suo giro, il premier stringe tante mani degli sfollati e dei volontari che prestano la loro opera nel campo. La gran parte proviene dalla Regione Lombardia e a visitare la tendopoli c’è, infatti, anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti. Tra le tante persone che incontra, Berlusconi si sofferma a parlare a lungo con due anziane signore, un pò intimidite. Il premier chiede loro notizie della casa e della famiglia. «Avete bisogno di una casa nuova? Non preoccupatevi, sarà più bella di quella di prima. Abbiamo dei programmi straordinari». Poi, scherza un pò con le due signore: «Quanti anni avete?». «Ottantadue», risponde una delle due. «Allora siete ragazzine! Io ho degli amici di cent’anni…». Le due nonnine ridono imbarazzate. «Però, per la prossima volta, dovete farvi belle, dovete andare dal parrucchiere, a spese mie. Anzi, lasciatemi i nomi che vi farò avere come regalo due tailleur scuri che vi faranno sembrare due figurini». (ANSA). DEL/REN 12-APR-09 18:07 NNN

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apr 6

Il discorso che Barack Obama ha fatto ieri a Praga. Dal sito de La Repubblica.

Quando sono nato il mondo era spaccato in due e le nostre nazioni erano alle prese con situazioni molto differenti. Pochi avrebbero potuto prevedere che una persona come me sarebbe un giorno potuta diventare presidente degli Stati Uniti. Pochi avrebbero potuto prevedere che a un presidente americano sarebbe stato concesso di parlare a un pubblico simile a questo qui a Praga.

Siamo qui oggi perché la Primavera di Praga, la semplice ricerca di libertà e opportunità, hanno gettato la vergogna addosso a coloro che facevano affidamento sui carri armati e sulle armi per domare la volontà di un popolo. Siamo qui oggi perché venti anni fa gli abitanti di questa città scesero per le strade per esigere la promessa di un giorno diverso, perché i diritti umani di base erano stati loro negati troppo a lungo. La “Sametová Revoluce”, la Rivoluzione di Velluto, ci ha insegnato molte cose: prima di tutto che una protesta pacifica può scuotere le fondamenta di un impero, portando in piena luce il vuoto della sua ideologia.
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apr 6

@ladyreporter hello from italy

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apr 6

@FataleTiffanyyy why?

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apr 4

Le solite figure da italietta che questo tizio ci fa fare in giro per il mondo.

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apr 2

Dico a voi che lo avete votato, e lo rivoterete…

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apr 1

G20: POLIZIA, UN MORTO TRA I MANIFESTANTI – (ANSA) – LONDRA, 2 APR – È morto uno dei manifestanti contro il G20 a Londra. Lo ha reso noto la polizia, che però non ha ancora fornito dettagli sull’accaduto. L’uomo sarebbe morto per collasso cardiaco. Gli scontri fra manifestanti e polizia avevano avuto luogo questo pomeriggio nella zona finanziaria di Londra, dove erano state fermate 32 persone. (ANSA). GR-FN 02-APR-09 00:12 NNN
FINE DISPACCIO

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