Il nucleare dei politicastri

Questo mio articolo è uscito su il Venezia Epolis del 28 febbraio 2009.

E adesso tutti parlano di nucleare. Tutti si sentono competenti. Senti consiglieri comunali veneziani disquisire con maldestra disinvoltura sui motivi per cui il nucleare è oggi indispensabile. Consiglieri comunali qualunque che individuano con esattezza aree dove piazzare gli eco mostri più pericolosi del mondo (Chernobyl è troppo lontano per la memoria inesistente di questo paese) e buttano là Chioggia, senza saperne niente, senza nemmeno immaginare quanti e quali siano le variabili atte a dare idoneità a un territorio per impiantarci sopra un coso come quello. Sono i politicastri di oggi, gente che da uno scranno di provincia esprime opinioni su tutto. È la classe politica che sceglie per noi, che non sa nulla ma decide su tutto. Si parla di nucleare e ci si dimentica, o si finge, di un referendum popolare che disse no al nucleare. Che cosa resta di quel referendum quando arriva il demagogo di turno a dirci che senza il nucleare le nostre macchinette possiamo scordarci di poterle mettere in moto? (E noi, tutti, stolti, a credergli, ovviamente). Ma, del resto, perché la politica dovrebbe preoccuparsi di un popolo che ha ormai sancito la propria indifferenza a tutto o quasi? Ci passano sopra con il bulldozer e noi zitti sotto. Così, i politicastri da quattro soldi ci spiegano tutto, ci insegnano. Gente che mai ha ascoltato (figuriamoci se l’ha letto poi), uno come Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica. Lo avessero ascoltato, lo avrebbero sentito dire e spiegare con chiarezza il motivo per cui il nucleare è oggi un sistema obsoleto e perciò pericolosissimo, oltre che estremamente costoso. Ma nel paese del magna magna, si sa, sono sempre i progetti più costosi a essere scelti (vedi il Mose, tanto per stare da queste parti). Lo avessero ascoltato, lo avrebbero sentito dire anche che è tanto e tale il tempo per mettere in piedi quelle centrali, che mai il nostro paese sarà in grado di portarle a termine. Carlo Rubbia, patrimonio inestimabile di questo paese, che è stato costretto a emigrare, a portare la sua sapienza altrove. Fa il consulente per lo stato spagnolo. A noi bastano i politicastri da quattro soldi, quelli che sanno tutto. E decidono per noi. A vanvera.

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