Venezia come Las Vegas

Questo mio articolo è uscito sabato 3 gennaio sul Corriere del Veneto.

Pensate che gioia. E che soddisfazione, anche. L’anno prossimo Venezia vedrà il suo capodanno gemellato con Las Vegas e Macao. Niente meno. Le due località che hanno ricreato Venezia con delle pacchianate degne del peggior orologio taroccato. Pensate quale onore per noi miseri veneziani, abituati a pensare che Venezia debba avere a che fare solo con il prestigio culturale di Parigi o Berlino o Madrid. E poi, se tutto andrà bene, il privilegio massimo: Piazza San Marco in diretta su Italia 1. Finalmente Venezia finisce in tv e a Mediaset, ambizione massima del direttore artistico dell’Agenzia Marketing & Eventi, Marco Balich. Ma vi rendete conto? Nessuno si indigna per certe frivole, se non peggio, affermazioni che dimostrano una sterminata indifferenza verso ciò che Venezia è stata, è, e potrebbe ancora essere? Possibile che in giunta non ci si accorga di nulla? Fin dalla prima apparizione veneziana di Balich ho scritto che il suo era un progetto capace solo di mimitare la televisione. E la peggiore, fra l’altro. Oggi, ne abbiamo conferma. Perché Venezia non ha certo bisogno di rincorrerla, la tv. E se proprio si deve, allora, da veneziano, pretendo che come minimo si tratti della BBC, altro che di Italia1. Ogni primo gennaio Balich sbandiera il fatto che del suo geniale progetto “artistico” si siano visti alcuni secondi nei telegiornali di tutto il mondo. Ho lavorato troppi anni in una televisione straniera per non sapere che Venezia sta in ogni pacchetto di immagini in arrivo dalle varie agenzie stampa, il primo dell’anno. Anche se ci organizzi solo una partita a briscola, o anche se non ci fai un bel niente. E poi, questa cosa del format del bacio. “Ci hanno copiato anche a New York”, ha detto Balich, luogo dove, è noto, non ci si era mai baciati prima d’ora. Eh sì, il mondo deve essere grato all’Agenzia Marketing & Eventi. E anche noi veneziani, perché per questa iniziativa epocale sono stati spesi “solo” quattrocentomila euro. Che volete che siano. In un momento di crisi bisogna risparmiare. E l’Agenzia Marketing & Eventi lo fa, no? Che bravi. Per organizzare cosa poi? Nulla che una qualunque discoteca non possa offrire. È di questo che ha bisogno Venezia il 31 dicembre? Di offrire una serata musicale gratuita a decine di migliaia di giovani che – giustamente – accorrono per risparmiare? Possibile? Purtroppo sì, qui a Venezia lo è. Nel frattempo, mentre l’Agenzia Marketing & Eventi inventava per tutti noi il bacio, la venezianissima compagnia teatrale Pantakin portava duemilacinquecento persone in tre giorni al teatro Goldoni per uno spettacolo, Cirk, alla portata di tutti, godibile da chiunque. Il primo gennaio, il Teatro Fondamente Nuove doveva lasciare fuori decine di persone – giovani e meno giovani – dato il tutto esaurito del concerto di Gianluca Petrella. Dunque c’è chi a Venezia sa offrire qualità, intrattenimento intelligente e per tutti al posto di mediocre e superficiale robetta da televisione. Possiamo chiamarli a furor di popolo a sostituire la costosa Agenzia Marketing & Eventi?

La “Venezia” costruita a Macao. Sembra sia questo il modo in cui l’Agenzia Marketing & Eventi vuol ridurre la Venezia autentica.

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