vaporetti impraticabili

Questo articolo è uscito su il Venezia Epolis dell’1 giugno scorso.

Motoscafo linea 51, un passeggero chiede di poter fare il biglietto al marinaio che si mette subito all’opera. Estrae un aggeggio elettronico dalla borsa di servizio e incomincia ad armeggiare. La mattina, sul giornale, avevo letto la dichiarazione entusiasta dell’ACTV: otto secondi per un biglietto. Vero, ci mettevano otto secondi, anche meno, quando bucavano con la pinzetta il biglietto di cartoncino, tac tac tac, ecco i soldi e arrivederci. Ieri, il povero marinaio ci ha messo quei buoni cinque minuti intervallati da due fermate e dai dubbi suoi e del pilota: cosa succederà quando ne avremo tre o quattro insieme da fare? Venezia, lo si sa, sta in Italia, perciò è normale. Le cose si fanno un po’ così. Basta essere andati in giro, città grandi e città piccole, e un sistema come quello di Imob, arzigogolato, difficile, qualcuno lo ha mai visto? Io no. Prendete Parigi. È da decenni che esiste un sistema semplice semplice, infili il biglietto munito di strisciolina magnetica dentro a una fessura e le porte si aprono e arrivederci. Qui pare invece abbiano proprio ragione coloro che vedono nell’operazione Imob soprattuto un sistema di controllo esasperato, di violazione della privacy. Per quale motivo Actv deve essere a conoscenza dei miei spostamenti? Per migliorare i servizi, dicono loro. E invece sembra l’ennesimo effetto Grande Fratello. I dati non saranno resi noti, dicono all’ACTV. Certo. Però intanto qualcuno li sa. Per non parlare poi della complicatezza del sistema, con quelle macchinette che te le immagineresti più dentro a un centro di ricerca nucleare, atte a controllare esperimenti sofisticatissimi, altro che semplici obliteratrici. Siamo nell’era della tecnologia, è vero. Ma poi queste sembrano dimostrazioni di chi di tecnologia non capisce nulla e crede che tecnologia sia sinonimo di complessità e allora ecco Imob. Le istituzioni dovrebbero semplificarcela, la vita. Paghiamo per questo. Perché devo essere obbligato a studiarmi un depliant dove non si capisce niente solo per salire su un autobus? Devo semplicemente andare da qui a lì. Stop. Vorrei farlo come si è sempre fatto e, soprattutto, vorrei che nessuno lo sapesse. È un mio diritto. Un semplice diritto reso complicato da Imob in nome del progresso. Grazie mille.

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