Scritture

Questo articolo è uscito oggi su il Venezia.

Cosa cambia se questo articolo lo scrivi facendo scorrere il tuo dito sopra lo schermo di un iPhone? Cosa cambia se l’importante alla fine è scriverli, i pensieri, e poco importa se al computer o a matita sul retro di uno scontrino? Resta il fatto che, scritto un po’ steso a letto, due sere fa, un po’ in vaporetto, ieri mattina, e riletto al bar, il pomeriggio, poter gestire interamente questo articolo e poi spedirlo da qualunque luogo possibile, e farlo semplicemente da dentro questa sottile tavoletta tecnologica, be’, qualcosa ti cambia. Un senso di libertà della scrittura, dell’invenzione che può davvero essere finalizzata ovunque e comunque. Da un paio di mesi uso un iPhone, e non per moda. Ricordo quando comprai il primo iPod, ottobre 2001, e tutti, compreso il negoziante quando lo ordinai, si misero a ridere chiedendomi che senso avesse quella scatoletta bianca. Oggi tutti sanno cos’è, quel coso che a molti, all’inizio parve inutile. Nel 1997 usavo un palmare di nome Newton, sempre della Apple. E mi guardavano come un marziano quando lo usavo per i miei reportages. Ma io ho sempre pensato che tutto ciò che può agevolare la mia scrittura è il benvenuto. Così, adesso posso scrivere i miei articoli sull’iPhone. Mancava un unico elemento, però fondamentale, il contatore delle battute e, un paio di giorni fa, su mia richiesta, uno smanettone indiano di nome Amrut, da non so quale sperduto luogo dell’India, in quattro e quattr’otto me lo ha fatto. E adesso, in punta di dito, perché è con le dita che si digita, si disegna, si telefona, si scrive, si sfoglia la musica, si fotografa, si ridimensionano le foto sull’iPhone (e per chi, come me, giocava a Subbuteo, questo “punta di dito” ha una valenza tutta speciale), adesso posso scriverli anche da qui, i miei libri, i miei articoli. Dentro a un aggeggio leggero, che basta a se stesso, ma soprattutto a chi, come me, vive di scrittura. Tecnologia e scrittura, anche se poi non esco di casa senza penna e taccuino. L’arte desueta di mettere insieme parole, per raccontare, comunicare, e renderle subito lettura. La scrittura in movimento, che in questo modo si nutre del movimento stesso. Raccontare con l’iPhone, una possibilità in più, molto più di una comodità.

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