Disastri veneziani

Uscito su il Venezia oggi.

Continuano a ripetermi, non in molti per la verità, che comunque, il giorno dopo, il bacio di Piazza San Marco era su tutte le televisioni del mondo. Io, sommessamente, rispondo che Piazza San Marco, Venezia, è da sempre su tutte le televisioni del mondo, con o senza bacio. E che Venezia deve allontanarle, le folle, non catturarle con ideuzze sceme. Certo, fosse finito in tv il bacio della mezzanotte di Abbiate Grasso, capisco. Ma questa è Venezia. E adesso, adesso che abbiamo capito che mica del bacio, ci ricorderemo, ma di atti vandalici e di gente che ha rischiato la vita, adesso ci resta pure il marchio di fabbrica del nuovo proprietario della Piazza, il signor Marco Balich, che per risparmiare, lui, o chi per lui, ha deciso di lasciare il palco in bella vista per cinque settimane, perché poi tocca al Carnevale. Olè. Altra bella pensata. E in questo caso sì, siamo proprio come Abbiate Grasso, un piccolo comune che per far musina ci tocca tenercelo lì, il catafalco spoglio, ischeletrito, a far bella mostra, nel salotto del mondo. Già, ci serviva proprio un art director di grido, per queste cose. Nessuno, accidenti, nessuno che riesca ad avere uno straccio di idea di questa città, tanto meno lui, veneziano, sì, ma che ha fatto carriera con le sue pensate fuori e che il contattato, la quotidianità con un luogo che per essere pensato va vissuto, le ha smarrite in maniera evidente. Non serviva essere dei geni per capire che il Love 2008 avrebbe portato in Piazza anche il peggio del peggio. E se si vuole salvaguardare la Piazza vanno organizzate cose che con il nazionalpopolare non devono avere nulla a che vedere. E che abbiano finalmente un’idea di ciò che è questa città, ammesso che lo sia, ancora, una città, visto che la si dà in mano a chi la pensa come una spugna da spremere, ancora, e sempre. A chi non sa vedere al di là dell’eventino insulso da discoteca, perché questo e solo questo è stato Love 2008. Un evento insulso da discoteca di provincia. Prenda spunto da Emergency, Marco Balich, che ha portato in Piazza David Gilmour, Peter Gabriel e Battiato. Offrendo qualità, intelligenza, impegno. L’ultimo dell’anno esiste anche per queste cose, non solo per superficialità, televisizzazione e sentimentalismo da quattro soldi.

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